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      storytelling e design thinking

      Il ruolo dello Storytelling nel Design Thinking

      Imparare a raccontare storie è importante, non solo nel business. L’arte dello Storytelling ci consente di creare relazioni e di comunicare in modo più efficace.

      Ma lo Storytelling ha un ruolo importante anche nel Design Thinking, perché ci permette di prendere buone decisioni, sia quando si tratta di realizzare un prodotto o un servizio, sia quando si tratta di progettare il prossimo passo nella nostra vita o nella nostra carriera.

      Cosa hanno a che fare le storie con il Design Thinking

      Il Design Thinking è un approccio all’innovazione incentrato sull’uomo e basato sugli strumenti propri del designer.

      È un ottimo strumento per acquisire e sviluppare un mindset creativo, orientato alla crescita. Il Design Thinking, in ultima analisi, ci aiuta a prendere decisioni migliori perché ci permette di analizzare a fondo i problemi e di ricercare sempre la soluzione più giusta per noi. In questo ha molto in comune con l’Intelligenza Emotiva che, se allenata, ci permette di essere molto più intenzionali in quello che facciamo.

      Per prendere buone decisioni abbiamo bisogno di sviluppare il discernimento, la capacità di prendere decisioni integrando diversi tipi di conoscenza: cognitiva, emotiva, intuitiva, spirituale, cinestetica/fisica, sociale… Ascoltare le nostre emozioni (che non ci parlano a parole) e far lavorare il nostro quoziente intellettivo con il nostro quoziente emotivo è la “formula magica” per sapere che cosa è giusto per noi. Molti modi per conoscere ciò che va bene per noi non sono di tipo cognitivo: pensa agli insight, ai segnali del corpo, alle epifanie… Questo ci dimostra che il nostro “sapere interno” mostra all’esterno ciò che sappiamo e pensiamo, attraverso le emozioni, molto prima che riusciamo a esprimerlo a voce!

      Un modo per allenarci in questo è ad esempio fare journaling, che non è altro che un modo per raccontare storie che riguardano noi stessi.

      Raccontare storie per fare scelte consapevoli

      La saggezza delle nostre emozioni ha molto a che fare con la nostra immaginazione. Per questo motivo molto spesso nel coaching suggeriamo ai nostri clienti di immaginare il loro futuro, per imparare a costruirlo.

      Uno dei modi che abbiamo per raccontare qualcosa che non è ancora successo e utilizzare gli insight che ne ricaviamo per capire cosa è importante per noi, è scriverci una lettera dal futuro. Pensa che sia passato un anno (o cinque) da questo esatto momento, e prova a scrivere una lettera a te stesso in cui descrivi tutto quello che ti è successo. Focalizzati su di te, non sugli altri, e racconta la tua storia. Questo esercizio ci spinge a immaginarci il futuro per rileggere attraverso di esso il presente e decidere che cosa vogliamo fare, in base alle intuizioni che emergono dalla nostra lettera.

      Per “rileggere” la nostra storia e trarne un insegnamento, dobbiamo concentrarci sul “guardare indietro”, cioè sull’approccio a ciò che abbiamo scritto come se fosse vero, come se fosse realmente accaduto. È importante credere in quello che abbiamo scritto, pensare che può accadere, perché in un certo senso è già accaduto nella nostra testa.

      Se ci concentriamo sempre e solo sul “guardare avanti” cioè sul fatto che quello che abbiamo scritto non è ancora accaduto e che quella non è la realtà, è più facile che ci concentriamo sul fare la scelta giusta e allora è lì che ci perdiamo. Se invece adottiamo l’approccio del “guardare indietro” non dobbiamo fare una scelta: dobbiamo semplicemente capire quali parti della storia che abbiamo raccontato ci sembrano più interessanti e ci fanno stare bene.

      Questo esercizio (scrivere una lettera a se stessi dal futuro, raccontando la storia della propria vita tra un anno o cinque anni) non riguarda tanto trovare le risposte, quando imparare ad abbracciare ed esplorare le domande.

      Se hai provato a fare l’esercizio, o se lo farai finito di leggere questo post, ti invito a domandarti che cosa significa quello che hai scritto. Gli episodi che hai raccontato ti sono piaciuti? Ti hanno fatto sentire felice? Ti sembrano “giusti” per te?

      Grazie a quello che hai raccontato nella tua lettera sei arrivato a una fase fondamentale del Design Thinking: quella in cui si realizzano prototipi, cioè si iniziano a indagare le soluzioni possibili per trovare la migliore in assoluto. Quando immagini il tuo futuro non fai altro che formulare delle idee di ciò che potrebbe accadere, isoli i problemi e crei un’esperienza che ti consente di provare alcune versioni possibili del tuo futuro. I prototipi servono per visualizzare delle alternative in modo concreto, e immaginare quello che viene dopo cose se stesse già accadendo.

      Grazie ai prototipi alleni l’empatia e la comprensione dei tuoi desideri. E molto spesso, a questo punto, può essere utile anche il confronto con gli altri. Spesso, infatti, fare due chiacchiere con qualcuno che magari si trova già in quella situazione in cui vorresti essere tu, o che ha già fatto la scelta su cui tu stai rimuginando, può essere di estremo aiuto per prendere una decisione.

      Come vedi lo Storytelling ha molto a che fare con la progettazione della tua vita e con il prendere decisioni giuste, attraverso il Design Thinking. Perché è con le storie che ti immagini e che racconti, che puoi capire qual è la direzione migliore da prendere.

      MICELA TERZI

      Nel mio blog scrivo di Business, Creatività, Journaling&Scrittura, Intelligenza Emotiva, Design Thinking e Obiettivi&Time Management. Se leggi qualcosa che ti piace condividilo sui tuoi social o lasciami un commento: mi fa piacere conoscere la tua opinione, e in più mi aiuterai a crescere.

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